Nel 2003 Marco Dolfini (Profondo Porpora, Papa Jack Band, Avanzi di Balera, formazioni jazz) e Penny Rampulla (The Lollards) sono impegnati ne "La Buona Novella" di Fabrizio De André riarrangiata da Toni Gafforini per la compagnia da lui creata nel 2001, La Nuvola, quando a Rampulla viene proposta la partecipazione alla Festa di Radio Onda d'Urto, presso la Tenda dei Migranti, con un combo che proponga sonorità soft.
I tre approntano un repertorio legato al jazz rock e al progressive anni '70 (Weather Report, Perigeo, Soft Machine, PFM...) oltre a pezzi propri, e si esibiscono il 21 agosto con il nome MOOG, in omaggio al sintetizzatore simbolo di quegli anni.

Il buon riscontro ottenuto incoraggia la formazione a proseguire sulla strada intrapresa, trasformandosi nel 2004 in quartetto con l'ingresso del chitarrista Ivan Vanoglio (Blow Job, Oz, Mass Mind Rape, Plastic Moon) e investendo Marco anche del ruolo di cantante, per poi suonare in diversi contesti nella provincia di Brescia, inclusa la regolare partecipazione alle successive edizioni della Festa di Radio Onda d'Urto.

Nel 2006 il gruppo decide di modificare il proprio nome in Moogg, giusto per non creare confusioni (specie in Internet) con il produttore dei noti e mitologici sintetizzatori, alla cui aura evocativa pure, come detto, fa riferimento…

Nel 2007 il gruppo realizza il suo primo, omonimo demo, che ottiene un buon riscontro nelle recensioni e tra il pubblico.

Nell'estate del 2009 Penny decide di lasciare il gruppo, la decisione tanto inattesa quanto destabilizzante coglie in un primo momento la band impreparata, ma dopo una comprensibile iniziale confusione la reazione non tarda ad arrivare. L'autunno-inverno 2009/2010 viene passato tra ricerca e audizioni di potenziali bassisti dall'impronta prog e jazz/rock. Alla fine la costanza viene premiata e fa il suo ingresso nella band Gianluca Avanzati (Trieb, I Pronunciato I, Transmission, Lithos, Notabene). 

Il sound Moogg nasce oggi dalle principali tendenze ispiratrici dei suoi elementi ovvero, in linea generale, il jazz, il progressive, la psichedelia, il rock; il tutto sul terreno comune dell’amore per le sonorità degli anni ’70.
Il gruppo si definisce perciò jazz progressive laddove, accanto a parti strutturate e sezioni cantate, abbondano le improvvisazioni strumentali filtrate dai timbri di batteria funky jazz, chitarra Les Paul, piano elettrico e synth à la Moog , Fender jazz bass dalla vocazione solistica.

Volendo indicare degli eponimi, è d’obbligo il riferimento a formazioni come i Perigeo e gli Area, alla cosiddetta Scuola di Canterbury (Soft Machine, Caravan, Matching Mole, Hatfield & the North) e al jazz rock (Return to Forever, Weather Report, Head Hunters, Billy Cobham…), il tutto nella speranza non certo di eguagliare questi mostri sacri, quanto piuttosto di trasmettere, rispetto ad essi, qualcosa di personale.